INCONTINENZA URINARIA

Incontinenza urinaria: quale l’approccio migliore?

L’incontinenza urinaria rappresenta un grande problema sociale ed igienico, soprattutto nella popolazione femminile e con percentuali del tutto inaspettate.

Le proporzioni del problema
Nella donna…

Le ragazze fino ai 25 anni che ne soffrono sembrano essere circa 2 su 10, ma il problema assume proporzioni cospicue quando si passa alla fascia di mezza età, dove si raggiungono percentuali del 30-40%, fino ad un 40-50% nelle donne anziane. Una delle ultime indagini condotte dall’Istituto Mario Negri di Milano ha evidenziato che in Italia l’11,4% delle donne con età superiore ai 40 anni lamenta incontinenza urinaria. Altri studi internazionali parlano addirittura del 23,6%. Purtroppo per molte donne ammettere di avere questo disturbo è ancora un tabù: solo il 20% chiede aiuto al proprio Medico, preferendo chiudersi in casa, limitando ogni attività. Inoltre circa il 50% delle donne che partoriscono (parto naturale) riportano un discreto danno nei supporti pelvici e di queste solo il rispettivo 10-20% chiede consiglio medico per i propri sintomi.

Nell’uomo…

L’incontinenza però non colpisce solo la donna. Nell’uomo la sua incidenza sembra essere stimata ad un 9% annuo con una netta prevalenza della incontinenza transitoria; l’incidenza della stessa dopo l’intervento di prostatectomia radicale varia invece tra il 10% ed il 15%.

Quindi, pur stimando che nel mondo i pazienti affetti da incontinenza urinaria siano oltre 200 milioni, la grande variabilità dei dati disponibili in letteratura rende difficile prevedere e quantificare la reale diffusione e dimensione socio-economica di tale condizione clinica, anche se ma tutti gli autori concordano nell’affermare che ancora oggi l’incontinenza urinaria rappresenta un esplosivo ed irrisolto problema socio-assistenziale.

Curare l’incontinenza urinaria si può?

Negli ultimi anni sempre più studi di letteratura hanno tentato di valutare l’effettiva efficacia di un trattamento protocollato in pazienti affetti da incontinenza urinaria.

Ad oggi, l’uso di più metodiche abbinate tra loro, viene considerato il modo migliore per affrontare questo problema.

La chinesi pelvi-perineale, ovvero l’allenamento della muscolatura del pavimento perineale, associata a tecniche di biofeedback ed elettrostimolazione funzionale sono la migliore risposta che la riabilitazione riesce a dare a questo importante problema.

CHINESI PELVI-PERINEALE

Eseguire esercizi di rinforzo muscolare del pavimento pelvico per il miglioramento della sintomatologia secondaria all’incontinenza urinaria femminile e maschile.

STIMOLAZIONE ELETTRICA FUNZIONALE

Utilizzo della stimolazione elettrica funzionale per favorire la presa di coscienza dei movimenti del pavimento pelvico: lo scopo è di operare una sorta di “ritaratura” del sistema causa di disfunzioni del pavimento pelvico.

BIOFEEDBACK

Un aiuto per favorire una coscienza istantanea dell’attività della muscolatura del pavimento pelvico, attraverso l’utilizzo, integrazione e trasformazione di informazioni provenienti da più modalità sensitive. Ad esempio attraverso il canale visivo, con utilizzo di specchi, o tramite le informazioni pressorie o tattili (sonde endocavitarie).

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